Agricoltura Sociale e Terremoto

Queste che seguono sono tre testimonianze  di fattorie sociali marchigiane, ubicate nelle zone  più colpite dal sisma del 2016,   partecipanti alla rete dell’ “agrinido di qualità” della Regione Marche.

L’esposizione che segue è un primo risultato di  un’idea che mi è sembrata utile  realizzare: mettere in evidenza la funzione svolta dalle fattorie sociali, e più in generale dalle aziende agricole, nella fase di immediata emergenza del terremoto e in quella successiva.

I primi contatti sono stati proprio con queste fattorie sociali già conosciute, ma l’interesse va oltre, fino alle aziende  senza precedenti esperienze di Agricoltura Sociale che hanno offerto il loro aiuto in occasione del terremoto

Laddove ve ne sono state le condizioni, molte aziende agricole hanno messo a disposizione le proprie  risorse per dare risposte ai bisogni della comunità, sia in quei drammatici momenti che in quelli successivi. Ciò merita di essere testimoniato cogliendo la  specificità di questa azioni meritorie che mettono in evidenza, ancora una volta, la forte capacità di accoglienza e di multifunzionalità dell’azienda agricola familiare.

Dopo i primi  contatti le  aziende di seguito riportate, la ricerca, quindi, è proseguita, portando all’individuazione degli agriturismi che collaborano con la Regione Marche per l’accoglienza degli sfollati.

Di queste altre aziende delle aree terremotate, le cui esperienze di accoglienza si cercherà di testimoniare con un’altra esposizione, ne sono state trovate più di venti.

C’è da dire che, considerata la difficoltà di reperire dati, difficilmente si potrà costruire l’insieme degli aiuti prestato dal mondo agricolo nelle diverse fasi del sisma e nel periodo successivo.

Quello che in qualsiasi caso emerge con chiarezza dalle testimonianze raccolte sono quei caratteri del contesto agricolo familiare, propri dell’azienda  multifunzionale, capaci di offrire, nella complessa situazione dell’emergenza,  una risposta più efficace, e in certi casi unica,  rispetto ad altre possibili soluzioni.

Si pensi solo all’ opportunità di rimanere vicini alla propria terra.

 

Per presentare le tre aziende qui riportate, in un primo tempo pensavo di utilizzare una traccia comune per  la loro descrizione.

Poi, vedendo che accanto ai caratteri che le accomunano ve ne sono altri che le differenziano renedendole uniche, ho ritenuto più opportuno adottare una rappresentazione eterogenea.

La  Quercia della Memoria, la cui presenza in incontri a vari livelli incontri, sia in regione che fuori, è stata richiesta innumerevoli volte laddove  si volevano  portare  esempi virtuosi,  oramai si è raccontata quanto basta  per meritarsi di essere a sua volta raccontata da qualcun’ altro.

 L’Azienda Biologica Multifunzionale Maccario Aureli ha invece fornito una sua testimonianza diretta nella quale traspare tutta l’anima con la quale viene portata avanti l’attività sociale che ha sempre ispirato le loro scelte, comprese quelle ultime dell’accoglienza di famiglie terremotate.

Quste due realtà hanno subito pesanti danni col terremoto, a differenza della terza azienda, che ha dato vita all’Agrinido degli Gnomi, la quale, rimasta solo leggermente lesionata, ha simmediatamente organizzato una serie di importanti attività di sostegno psicologico per far fronte  alle esperienze emotivamente traumatiche del sisma.

La Regione Marche, con la DGR 8 del 23.01.2016, ha riconosciuto, per le aziende agricole che svolgono attività di Agricoltura Sociale (secondo i modelli di Agrinido di Qualità e Longevità Attiva) una “ funzione di sollievo” nei confronti delle famiglie colpite dal sisma e richiesto che l’Agricoltura Sociale venga riconosciuta come un servizio “utile alla ripresa delle ordinarie relazioni sociali delle comunità colpite dal sisma”.

E’ sicuramente un importante riconoscimento per l’Agricoltura Sociale.

Tuttavia, pensando a tutto ciò di socialmente utile  realizzato da queste aziende, nonostante  la situazione di forte difficoltà che si trovano a vivere anch’esse  , va tenuto saldamente presente che quanto prodotto passa comunque attraverso l’attività di un’impresa economica.

E , come accade purtroppo spesso, proprio laddove si produce una grande quantità di utilità sociale manca un corrispondente e giusto ritorno in termini economici.

Federica (la titolare della Quercia della Memoria) dice  che vive in  un “territorio di frontiera”.

Va sottolineato, che la frontiera forse più complessa non è tanto quella individuabile nei punti di debolezza di una geografia la quale, con le giuste condizioni, può tradursi  in una straordinaria opportunità; è piuttosto quella legata alla capacità dei vari livelli istituzionali di andare oltre  gli attuali limiti,  riuscendo a cogliere il valore del capitale umano presente in quelle frontiere e promuovendo politiche volte a sostenere  coloro che , come gli amici di queste aziende, continuano ad essere presenti in questi territori facendo proprie due parole chiave: RESISTENZA E RESILIENZA.

 

I TRE RACCONTI:

LA QUERCIA DELLA MEMORIA

FATTORIA SOCIALE DELMANOWICZ

AZIENDA MULTIFUNZIONALE MACCARIO AURELI

 

(Sandro Buatti)

 

 

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