Racconti dalle zone terremotate. La Quercia della Memoria

Dopo la scossa del 30 ottobre 2016, le strutture della Fattoria Sociale La Quercia della Memoria (per una descrizione dell’azienda clicca qui) risultavano quasi completamente inagibili. Rimaneva soltanto abitabile una parte del piano terra riservata all’agriturismo grazie alla quale  la famiglia poteva trovare una sistemazione senza essere costretta ad  andarsene.

Le parti dell’edificio adibite ad agrinido e fattoria didattica non potevano più essere utilizzate.

Il borgo attorno era  fortemente lesionato ed alcuni manufatti a ridosso dell’azienda rischiavano di crollare sugli spazi attorno a casa.

Tale situazione non permetteva di poter svolgere più nessuna di quelle molteplici attività che la fattoria sociale era riuscita a costruire negli anni (agriturismo con ristorazione e ospitalità, fattoria didattica, centro ricerche educative  documentazione interpretazione ambientale del WWF, ecomuseo, agrinido, accoglienza anziani e disabili) e attraverso le quali la Quercia della Memoria era divenuta un punto di riferimento molto importante per la comunità di appartenenza.

                     

Il legame con il proprio territorio e la tenacia dell’imprenditrice, elementi grazie ai quali si era riusciti a costruire tutto quello che in poco tempo era andato distrutto, anche in questo nuovo e difficile scenario si sono rivelati fattori determinanti per tenere duro e affrontare le difficoltà scartando la possibilità, verificatasi per tutto il resto del borgo di Vallato diventato zona rossa,  di andarsene.

Con l’inverno alle porte, l’azienda si è subito attivata per prestare la propria azione a favore della popolazione.

Mettendo a disposizione la propria esperienza di attività con bambini e anziani, il gruppo di animatrici dell’azienda ha fornito il proprio lavoro volontario nei centri di accoglienza del Comune di San Ginesio per l’animazione di queste persone, importante sia come servizio che come supporto psicologico.

Nelle prime fasi dell’emergenza, quando ancora non era giunta sul posto nemmeno la protezione civile, attraverso la sviluppata rete di relazioni messe in piedi negli anni, i titolari riuscivano a reperire pane, generi alimentari e coperte. Allo stesso tempo, lanciando un sos per la raccolta di alimenti per gli animali, l’azienda  ha svolto la funzione di stoccaggio e smistamento delle numerosissime offerte giunte per sopperire a questa carenza, fornendo un servizio agli  agricoltori del posto.

 

Passata la prima fase dell’immediata emergenza, si è posto il problema delle scelte per il futuro.

Pensando sempre ad una  prospettiva di vita in questi luoghi, ci si è subito resi conto che tale possibilità è strettamente legata a quella della comunità stessa, proprio in virtù del carattere sociale del proprio lavoro.

Allo stesso modo, la comunità ha compreso che le possibilità di permanenza in quel territorio non possono prescindere dalla presenza di realtà come quelle della Quercia della Memoria.

Infatti, nelle settimane successive alla  potente scossa di terremoto del 30 ottobre , dopo che la distruzione aveva raggiunto il suo massimo livello, genitori, volontari e comune si sono adoperati per sostenere il veloce ripristino del servizio di agrinido e scuola in fattoria, una delle principali attività  dell’azienda.

Nel contempo, gli appelli lanciati attraverso la rete di relazioni che la Quercia della Memoria è riuscita a crearsi negli anni, hanno mobilitato una forte solidarietà permettendo di reperire risorse finanziarie per la ripresa nell’immediato.

Così, il 27 novembre, potevano essere ospitati nuovamente i bambini nell’agrinido ricavato negli  limitatissimi spazi agibili definiti “di transizione”.

Tale definizione prendeva spunto dal fatto che, nel frattempo, in quello che era prima l’orto didattico, si progettava la realizzazione di una tenda yurta kazaka in grado di  assicurare una  migliore gestione dell’agrinido e il proseguimento delle altre principali attività interrotte dal sisma.

Il 6 gennaio 2017 veniva quindi inaugurata la tenda yurta che permetteva il miglioramento, e l’allargamento ai bambini fino a 6 anni, dell’Agrinido, rafforzando  un  servizio alle  famiglie ancor più fondamentale nella situazione di disagio creatasi con il terremoto.

La nuova struttura ricostituiva, anche se in forma nuova e adattata alla difficile situazione ambientale, il centro di aggregazione dell’azienda multifunzionale, ridando un tetto a ciò che , nonostante il terremoto, era rimasto ben saldo: il bisogno di ricreare la comunità e la volontà di riaggregarsi.

Istanze che l’azienda ha saputo cogliere e soddisfare organizzando iniziative, gratuitamente, proprio con l’intento di ricostruire la rete di relazioni  scompaginata dal sisma.

Con il tempo, quindi, l’inusitato spazio abitativo di una tenda circolare, estraneo alle forme del nostro abitare ma perfettamente integrato all’interno dell’esigenza di nuove possibilità di permanenza nei propri luoghi, invece che essere percepita come soluzione provvisoria, ha  conferito un’identità  particolare alla serie delle iniziative successive : “dal campo alla Yurta”,  “Yurta Letteraria”, “Luglio nella Yurta” etc.

Questo, che potrebbe sembrare un elemento secondario, appare invece come l’importante capacità di accogliere le novità adattandole alle  necessità del momento, e, quindi, una qualità molto utile ai fini della resilienza della comunità stessa.

 

 

 

 

La volontà di continuare il proprio percorso ha portato l’azienda a partecipare ai bandi PSR con la misura 16.1  grazie alla quale ora collabora in Gruppi Operativi PEI che realizzeranno progetti di innovazione sociale in ambito agricolo e rurale, con particolare riferimento ai modelli educativi per la prima infanzia, e di inclusione sociale degli anziani.

I contatti con l’esterno si sono concretizzati con attività di formazione in altre realtà regionali, dove è stata portata la propria esperienza, e con l’organizzazione di numerosi incontri nella yurta sui temi dell’agricoltura sociale,  anche in relazione alle problematiche sorte con il terremoto.

 

Il contesto nel quale si muove La Quercia della Memoria è emblematico di quei territori posti a confine con le aree marginali e montane delle Marche.

Il cammino che l’azienda intende continuare va nella direzione di un sempre maggior coinvolgimento dei diversi componenti della comunità, considerati come risorse sia materiali che immateriali.

Uno dei grandi meriti dell’attività svolta fino ad oggi è stata proprio quella di mobilizzare queste risorse facendo diventare l’azienda multifunzionale punto di incrocio tra natura, bambini, anziani, storia e cultura locali, relazioni, esigenze sociali e istanze ambientali. Una realtà in divenire che trasformando se stessa ha modificato anche il   contesto umano del territorio.

In tal senso, come afferma Federica, la titolare, si può parlare di “laboratorio” poiché gli elementi che entrano, quali persone, esigenze e aspettative, trovano una risposta nella capacità dell’azienda di elaborare una sintesi con gli elementi naturali e culturali del territorio, di definire modelli originali, di facilitare incontri tra mondi diversi.

Tuttavia, come premesso nell’introduzione, tutto il bello che ci troviamo dentro, passa attraverso l’attività di un’azienda, di un’ impresa.

E allora, se le aziende di questo tipo hanno il merito di essere dei “moltiplicatori” sul territorio capaci di  mobilizzare , in un contesto così  difficile, ricchezza economica e sociale, è sempre più necessario  che , nei  contesti istituzionali preposti,  si intraprendano politiche adeguate per incoraggiarle.

Perché il difficile sviluppo, delle zone interne, oltre che terremotate, dipende non solo dalla  capacità di saper resistere e di reinventarsi un futuro al quale lavorare, come sta facendo l’azienda coinvolgendo la comunità, ma anche da chi ha il dovere di sostenere e accompagnare i risultati di questo complesso e duro lavoro.

 

(Testimonianza raccolta da Sandro Buatti)

AL VIA IL CONCORSO “COLTIVIAMO AGRICOLTURA SOCIALE” 2017

Confagricoltura e Onlus Senior – L’Età della Saggezza arricchiscono la dotazione finanziaria del concorso “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, giunto alla seconda edizione, e svolto ancora una volta in collaborazione con Rete delle Fattorie Sociali e Intesa Sanpaolo. I premi ai migliori progetti – che andranno presentati da imprenditori agricoli singoli o associati e cooperative sociali, anche attraverso partenariati con altre associazioni – da uno sono passati a tre (ognuno da 40 mila euro per un totale di 120 mila euro in palio).

 

L’obiettivo è quello di incentivare l’agricoltura sociale per favorire e accompagnare lo sviluppo di attività imprenditoriali  in grado di coniugare sostenibilità e innovazione. Si vogliono affiancare  gli imprenditori e le cooperative agricole e sociali  per sviluppare le potenzialità dell’agricoltura nell’ambito sociale, con un occhio attento alle zone del sisma. L’agricoltura ha bisogno di imprenditori sempre più specializzati e preparati, per questo oltre al premio in denaro, saranno destinate ai vincitori tre borse di studio per partecipare al ‘Master di Agricoltura Sociale’ presso l’Università di Roma Tor Vergata.

 

I progetti che concorrono al premio “Coltiviamo Agricoltura Sociale”– che possono essere presentati sino al 15 ottobre 2017 – dovranno distinguersi per il carattere innovativo, per la capacità di rispondere a una criticità ben identificata del territorio, nonché per metodi di valutazione e di comunicazione appropriati. Dovranno riguardare i minori e i giovani in situazione di disagio sociale, gli anziani, i disabili e gli immigrati che godono dello stato di rifugiato e richiedenti asilo.

 

Sono tre le aree in cui si potranno sviluppare le proposte: potenziamento e sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti e sperimentazione di nuovi, costruzione di reti e partenariati tra i diversi attori territoriali. Molteplici gli ambiti, che spaziano dall’inserimento di persone con disabilità, all’educazione ambientale e alimentare, fino alla salvaguardia della biodiversità.

 

Uno dei tre progetti premiati riguarderà esclusivamente le zone terremotate. Infatti per la sezione “Coltiviamo agricoltura sociale… per ricostruire” un’attenzione particolare sarà rivolta a coloro che, a causa del sisma, hanno perso la loro occupazione. L’agricoltura anche quella sociale può essere una valida risposta a tante esigenze  senza trascurare l’aspetto reddituale d’impresa.

 

I progetti presentati verranno direttamente inseriti dagli interessati sulla piattaforma Internet dedicata www.coltiviamoagricolturasociale.it; saranno quindi votati dal pubblico attraverso il web. Le trenta proposte che avranno raccolto il maggior gradimento passeranno al vaglio di una commissione di esperti per la selezione definitiva. I tre progetti vincitori dovranno essere realizzati entro ottobre 2018.

 

L’importo dei premi di 40 mila Euro ciascuno, sarà erogato in tre tranche, buona parte sarà messa a disposizione subito per consentire alle iniziative una rapida operatività.

Il Bando è scaricabile qui

La questione Food in Agenda 2030: un approccio territoriale

Nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2017, promosso da ASviS (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile), il 30 maggio 2017, si svolgerà a Firenze, presso Palazzo Vecchio, Sala d’Arme, il Convegno su “La questione Food in Agenda 2030: un approccio territoriale“, organizzato da Fondazione “Simone Cesaretti” e AIQUAV (Associazione Italiana per gli Studi sulla Qualità della Vita).

Nel corso dei lavori è prevista una sessione dedicata all’Agricoltura Sociale, alla quale prenderanno parte Marco Berardo Di Stefano, Presidente della Rete Fattorie Sociali, e Pina Romano, dirigente di Confagricoltura.

Scarica qui il programma

NUOVO VIAGGIO STUDIO IN EUROPA

E’ previsto per l’ultima decade di settembre il Viaggio Studio nelle fattorie sociali dei diversi Paesi europei. Questa volta si visiteranno le strutture in Francia e in Spagna.
Possono partecipare gratuitamente i dipendenti con busta paga.
Le adesioni dovranno pervenire entro il 20 Aprile al seguente indirizzo: info@fattoriesociali.it
In caso di adesioni superiori ai posti disponibili, sarà tenuta in considerazione la data di arrivo della mail.

 

Convegno a Nuoro della Rete Fainas

La Rete Fainas (FAre INsieme Agricoltura Sociale) organizza a Nuoro, venerdì 21 aprile 2017, il Convegno “L’Agricoltura Sociale, un’opportunità per le imprese, le comunità e il territorio”.

L’iniziativa sarà conclusa da Luigi B. Arru, Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale della Regione Sardegna, e da Pierluigi Caria, Assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale della Regione Sardegna.

Partecipa, tra gli altri, il Presidente della Rete Fattorie Sociali, Marco Berardo Di Stefano.

Scarica la locandina qui

Il Presidente della Rete Fattorie Sociali a TV 2000

Le fattorie sociali e la loro importanza per il reinserimento di persone fragili nel mondo del lavoro.

Ospiti in studio: Marco Berardo Di Stefano (presidente nazionale Rete Fattorie Sociali); Roberto Brioschi (Rete dei Semi Rurali); Catia Varuzza (ass. “Il custode dei sogni – Onlus”); Carla Capriotti (comunità terapeutica “Casa Ama”).

Per vedere il servizio clicca qui

 

Un nuovo libro sull’agricoltura sociale

Assunta di Matteo e Telemaco Traverso hanno pubblicato per i tipi di Andrea Pacilli Editore il volume “Cura e benessere con l’agricoltura”.

Si tratta di uno studio, che si legge con facilità, sulle pratiche di agricoltura sociale che vedono al centro persone con disagio psichico e sociale. Un manuale per chiunque voglia prendersi cura di sé e del prossimo, per gli operatori dell’agricoltura sociale, per gli operatori dei servizi sociali e socio-sanitari e delle scuole, per gli amministratori pubblici.

Scarica la scheda qui.

Aiutiamo la Fattoria Sociale Cascina Bagaggera

La Fattoria Sociale Cascina Bagaggera ha subìto un incendio che ha devastato questo luogo magico della Brianza, ha fermato le attività sociali per ragazzi disabili e con fragilità e messo a rischio questo spazio di aggregazione.

Rispondiamo all’appello che potete scaricare qui!

Insediato l’Osservatorio nazionale dell’agricoltura sociale

 

Presso il Ministero delle Politiche Agricole si è insediato l’Osservatorio nazionale dell’agricoltura sociale previsto dalla legge n. 141 del 2015. Alla riunione hanno preso parte il Ministro Maurizio Martina, il Vice Ministro Andrea Olivero e il Vice Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Massimo Fiorio.

L’Osservatorio è partecipato dalle amministrazioni competenti nazionali e regionali, dalle reti di agricoltura sociale, dalle organizzazioni agricole e dai rappresentanti del terzo settore.

L’impegno prioritario dell’Osservatorio sarà quello di suggerire al Ministero delle Politiche Agricole i contenuti del decreto attuativo della legge quadro sull’agricoltura sociale.

Formazione gratuita per monitorare e valutare i percorsi di agricoltura sociale

La Confagricoltura e l’Istituto Superiore di Sanità, in occasione del bando ‘Coltiviamo agricoltura sociale’, hanno avviato  una collaborazione scientifica finalizzata  al  monitoraggio e alla valutazione dei percorsi di agricoltura sociale, con particolare riferimento alla ricaduta delle attività sulla salute dei soggetti fragili coinvolti, in termini di benessere e qualità della vita.

La Rete Fattorie Sociali collaborerà a questa utilissima iniziativa, prestando il proprio supporto nella realizzazione del piano formativo. La formazione è volta ad acquisire le conoscenze e le competenze utili per realizzare il programma alla base della collaborazione scientifica tra l’Istituto Superiore di Sanità e la Confagricoltura. Si tratta, infatti, di formare gratuitamente il personale che svolgerà, presso le fattorie sociali, le azioni previste per il monitoraggio e la valutazione dei percorsi di agricoltura sociale.

La candidatura alla partecipazione del corso deve pervenire entro il 3 Febbraio prossimo. La sede di svolgimento dei corsi sarà a Roma. Ulteriori informazioni e chiarimenti potranno essere richiesti scrivendo a info@fattoriesociali.it