Corsi propedeutico, base e avanzato INTERVENTI ASSISTITI CON ANIMALI

La Rete Fattorie Sociali organizza, unitamente all’Associazione SUD Solo Uguali Diritti, l’ente di formazione SMILE Puglia, con il patrocinio di Confagricoltura Puglia e CIA Puglia, il corso propedeutico per gli Interventi Assistiti con gli Animali ed il corso base per il coadiutore dell’animale (dell’asino o del cavallo o del cane) 

I corsi, una volta completate le classi, saranno erogati presumibilmente a partire da Novembre 2017 per una durata di 80 ore, l’orario ed il calendario saranno progettati tenendo il più possibile in considerazione le necessità degli iscritti.
A novembre partiranno i corsi nelle sedi di FOGGIA e LECCE.

I corsi proposti, sono stati progettati nel rispetto delle linee guida nazionali sugli interventi assistiti con gli animali, in collaborazione con ENAPRA Ente Nazionale per la Ricerca e la Formazione in Agricoltura di Confagricoltura e sono stati approvati ed inseriti nel catalogo del FOR.AGRI. (Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua in agricoltura).

L’iscrizione al fondo FOR.AGRi delle aziende, permette la partecipazione al corso in modo gratuito per i propri dipendenti.

http://www.foragri.com/Content/Index/Come%20aderire-Adesione%20con%20sistema%20DMAG-UNICO

L’iscrizione al fondo FOR.AGRI. è gratuito per le aziende.

La pre-adesione non è vincolante,  e permetterà alla segreteria organizzativa di comprendere i fabbisogni formativi.

 
Scarica qui domanda di iscrizione al corso IAA

Scarica qui domanda di pre-adesione per richiesta voucher

Scarica qui locandina informativa

 

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

SMILE PUGLIA

Via Madonna di Pompei 97, Grottaglie (TA)

Tel 335/8442773 – 099/7328455

E-mail taranto@smilepuglia.it

Web site: www.smilepuglia.it

 

SEDE FOGGIA

Via della Repubblica 82/F – Foggia

Tel 0881/580533

E-mail foggia@smilepuglia.it

Web site: www.smilepuglia.it

 

Associazione SUD Solo Uguali Diritti

Via Castiglione 67, Foggia

Tel 3274179193

E-mail asso.solougualidiritti@gmail.com

Web site: www.solougualidiritti.it

Terza edizione del Master in Agricoltura Sociale

È stato pubblicato il Bando del Master in Agricoltura sociale.
Il Master – creato dall’Università degli Studi di Tor Vergata in convenzione con Rete Fattorie Sociali e Associazione Oasi e con la collaborazione di Confagricoltura – offre un contesto interdisciplinare per la specializzazione nel settore delle nuove forme di Welfare Mix e di Impresa Agricola a forte orientamento relazionale. I contenuti didattici promuovono l’acquisizione delle categorie d’analisi, degli strumenti tecnici e della cultura dell’innovazione necessari per progettare e gestire attività di impresa sociale utilizzando il potenziale del comparto agroalimentare e dei settori ad esso collegati (ospitalità, turismo, ristorazione).

La scadenza per l’invio della domanda di ammissione è il 22 gennaio 2018.

Confagricoltura premia tre progetti di Agricoltura Sociale ( 40 mila euro per un totale di 120 mila euro in palio) e mette a disposizione tre borse di studio per la frequenza del Corso!
Per saperne di più consulta il sito:
http://www.coltiviamoagricolturasociale.it/bando/
La scadenza del bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale” è il 15 ottobre 2017.

I dipendenti a tempo indeterminato e determinato delle Aziende aderenti al Fondo Interprofessionale For.Agripossono richiedere gratuitamente il voucher formativo dedicato al Master in Agricoltura Sociale. Il valore del voucher coprirà il costo della retta.
Nel caso in cui l’Azienda (ovvero qualunque soggetto abbia dipendenti con busta paga) non sia iscritta al Fondo For. Agri è possibile effettuare gratuitamente l’iscrizione seguendo questa semplice procedura.

Per essere ammessi al Master occorre seguire la procedura cliccando qui.

Per ulteriori informazioni: info@fattoriesociali.it

Racconti dalle zone terremotate. Fattoria Sociale Delmanowicz

Il  comune di Gagliole (MC), dove ricade la Fattoria Sociale Delmanowicz Monica Anna (per una descizione dell’azienda clicca qui), ha subito forti danni dal terremoto. Quasi i due terzi della popolazione se ne è dovuta andare.

Grazie anche agli interventi edilizi  effettuati negli anni passati, le strutture dell’azienda  hanno subito solo dei lievi danni.

Ciò ha permesso di continuare a svolgere i diversi tipi di attività sociale riguardanti, oltre che l’Agrinido, anche la Terapia Assistita con gli Animali con i bambini, già avviata da diversi anni, e quella con gli anziani della vicina struttura residenziale.

Tuttavia, le mutate condizioni dei comuni che costituivano il bacino di utenza dell’attività, a seguito del sisma, hanno determinato una riduzione delle presenze nella Fattoria Sociale, soprattutto di bambini che ricorrevano ai servizi di terapia con gli animali.

 

Nella fase di prima emergenza del terremoto, si è subito posta la questione della sistemazione dei bambini  che non potevano più essere accolti nella scuola del paese in quanto, essendo questa agibile, è stata prontamente utilizzata per ospitare gli abitanti rimasti senza casa.

L’azienda ha quindi immediatamente messo a disposizione le proprie strutture per l’accoglienza dei bambini, non solo in età da nido, ma anche più grandi garantendo così, alla propria comunità, la continuità delle attività didattiche e della socializzazione dei bambini.

 

Un aspetto che forse non è tenuto sufficientemente in considerazione,  quando si parla degli effetti devastanti del terremoto, è l’impatto emotivo  causato da situazioni come quelle vissute in queste zone, dove la quantità e la sequenza degli eventi sono state particolarmente pesanti provocando effetti sulla psicologia delle persone e, in particolare, su quella dei bambini.

Le professionalità interne all’azienda (della titolare)  sono state quindi messe a disposizione della comunità per fornire strumenti, soprattutto ai più piccoli, idonei ad affrontare l’impatto con i momenti nei quali si verifica il sisma e  di aiuto per  superare le conseguenze psicologiche  lasciate da quei traumatici eventi.

L’importanza del coinvolgimento degli adulti, nell’azione formativa svolta dalla responsabile dell’azienda, appare ancora maggiore soprattutto per quelle figure che si trovano nella condizione di dover gestire momenti difficili nei quali, oltre che controllare se stessi,  hanno da provvedere alla sicurezza dei bambini  e a  infondere loro sicurezza .

Dalla testimonianza diretta di Monica Anna, riportata di seguito, si può meglio comprendere il lavoro svolto:

-“Il lusso” di poter stare fuori a contatto con la natura e con gli animali, in mezzo del mondo rurale è stato il nostro punto forte, quello che ci ha permesso di essere sempre operativi. Grazie alla pedagogia attiva, all’apprendimento attraverso l’esperienza diretta abbiamo osservato che alcuni bambini ed anche i genitori, hanno ripreso la serenità. Erdkinder – i fanciulli della terra, come diceva Montessori, ha un reale e diretto significato in questo momento, perché si tratta di rendere il bambino più consapevole dell’ esistenza dell’ imprevisto e allo stesso tempo più forte nella gestione del problem solving. In più abbiamo utilizzato alcune tipologie di intervento che riguardano l’ambito comportamentale, cognitivo e sociale-emotivo. Per quanto riguarda il comportamento si è cercato di recuperare la routine e dedicarsi alle attività piacevoli, a volte  impegnative, altre volte spensierate. La distrazione principale, in questi momenti, non potevano essere le chiacchiere, ma una perfetta concertazione sul dare da mangiare agli animali, prendersi cura di loro, occuparsi del nostro piccolo orticello, fare i percorsi sensoriali, accendere il fuoco, abbrustolire il pane, affrontare salite, discese, terreni fangosi e giocare con le grosse zolle di terra, scoprire che questa terra, nonostante sia capace di tremare e spaventare, si lascia manipolare dalle piccole mani.

Dal punto di vista cognitivo abbiamo cercato di informare i bambini  presentandogli  la storia di Tremottino e spiegarli, che nonostante il terremoto ci può fare paura, ci sono molte persone esperte che sono in  grado di aiutarci e soprattutto ci sono le mamme e i papà che li proteggono. Abbiamo informato i bambini che il terremoto è un evento naturale, come lo è il cambiamento delle stagioni, ed esistono precauzioni e comportamenti da seguire. Infine per quanto riguarda il comportamento sociale ed emotivo si è cercato di parlare delle diverse emozioni, come si manifestano, cosa le provoca e come possiamo gestirle; soprattutto abbiamo messo in evidenza che provare paura è del tutto normale, ma è necessario che mettiamo in atto il comportamento più adeguato che ci protegge. Di aiuto, ci sono state le osservazioni delle reazioni di paura dei cavalli, delle oche e dei conigli.

 

              Già all’inizio dell’anno scolastico, avevamo avviato i laboratori con le emozioni, in questo periodo abbiamo incrementato la frequenza di queste attività, dove insegniamo ai bambini i linguaggi verbali e soprattutto paraverbali per poter esprimere emozioni, riconoscerli e poterli gestire. Affrontare insieme la paura per i volatili, presenti in alcuni bambini, osservare le reazioni di paura dei conigli o le manifestazioni gioiose dei cani sono delle esperienze dirette che aiutano a capire meglio l’educazione emotiva.

              Con i materiali naturali e riciclati (canne, legno, argilla, sassi, scatole di cartone) abbiamo costruito con i bambini le casette per lavorare sulla prevenzione. Ovviamente con i bambini piccoli sono improponibili le prove d’evacuazione, ma consolidare i concetti come dentro/fuori, sotto/sopra e rafforzare l’esecuzione veloce della consegna possono potenziare le funzioni esecutive nei piccoli. Gli stessi materiali sono stati utilizzati per far capire ai bambini che ci sono diversi tipi di dimore e quasi tutto è ricostruibile.

              Abbiamo continuato le nostre passeggiate nei campi seminati, incoltivati, arati dove la prima reazione dei bambini  è stata di mettersi giù e manipolare il terreno argilloso. Per me è stato un momento molto commovente, perché avvenuto il giorno dopo della forte scossa, dove  gran parte dei paesi limitrofi erano distrutti e nello stesso tempo mi rendevo conto che questa terra con le reazioni così forti si fa “domare” da manine così piccole.

              Abbiamo fatto la gita nel bosco per capire i mutamenti della natura, abbiamo piantato un albero, poiché gli alberi sono la speranza della crescita; abbiamo festeggiato San Martino con il falò e le castagne per poter gioire di piccole tradizioni e festività popolari.

 

              Siamo andati con i nostri cavalli al centro d’accoglienza degli sfollati proprio per  portare i bambini presenti lì FUORI e offrirgli un attimo di distrazione di qualità in compagnia del simpatico equino.

              L’agrinido è una testimonianza vivente che “il futuro non crolla” (il motto di Gagliole). Le persone che passano a piedi e vedono i nostri bambini giocare sereni o quando  ci osservano mentre facciamo le nostre piccole gite fuori agrinido, o le nostre testimonianze fotografiche sul Web o i diretti racconti, danno la percezione che la vita continua, che la gioia ancora esiste e con lo sforzo, la costanza e la perseveranza si riesce a riconquistare il benessere.-   

    

Da questa testimonianza e dall’esperienza di questa Fattoria Sociale, si può comprendere ancora una volta le potenzialità del contesto agricolo nell’offerta di opportunità non possibili altrove.

Basti pensare agli spazi dei quali si è potuto disporre per le attività educative e didattiche alternativi all’edificio scolastico.

Spazi che hanno permesso di gestire le emergenze, nel verificarsi degli eventi sismici, mettendo prontamente in sicurezza  i piccoli all’aperto e facendo apparire loro tutto ciò come un gioco ai quali erano stati precedentemente preparati.

Nella ricostruzione del futuro di questo territorio, l’azienda, in aggiunta a quanto fa già ora, vorrebbe sviluppare nuove attività sociali finalizzate all’inclusione lavorativa di persone con disabilità alle quali, dopo un periodo di formazione, poter far intraprendere  la trasformazione di prodotti aziendali in modo tale da ricavarne anche un proprio reddito.

 

(Testimonianza raccolta da Sandro Buatti)

Racconti dalle zone terremotate. La Quercia della Memoria

Dopo la scossa del 30 ottobre 2016, le strutture della Fattoria Sociale La Quercia della Memoria (per una descrizione dell’azienda clicca qui) risultavano quasi completamente inagibili. Rimaneva soltanto abitabile una parte del piano terra riservata all’agriturismo grazie alla quale  la famiglia poteva trovare una sistemazione senza essere costretta ad  andarsene.

Le parti dell’edificio adibite ad agrinido e fattoria didattica non potevano più essere utilizzate.

Il borgo attorno era  fortemente lesionato ed alcuni manufatti a ridosso dell’azienda rischiavano di crollare sugli spazi attorno a casa.

Tale situazione non permetteva di poter svolgere più nessuna di quelle molteplici attività che la fattoria sociale era riuscita a costruire negli anni (agriturismo con ristorazione e ospitalità, fattoria didattica, centro ricerche educative  documentazione interpretazione ambientale del WWF, ecomuseo, agrinido, accoglienza anziani e disabili) e attraverso le quali la Quercia della Memoria era divenuta un punto di riferimento molto importante per la comunità di appartenenza.

Il legame con il proprio territorio e la tenacia dell’imprenditrice, elementi grazie ai quali si era riusciti a costruire tutto quello che in poco tempo era andato distrutto, anche in questo nuovo e difficile scenario si sono rivelati fattori determinanti per tenere duro e affrontare le difficoltà scartando la possibilità, verificatasi per tutto il resto del borgo di Vallato diventato zona rossa,  di andarsene.

Con l’inverno alle porte, l’azienda si è subito attivata per prestare la propria azione a favore della popolazione.

Mettendo a disposizione la propria esperienza di attività con bambini e anziani, il gruppo di animatrici dell’azienda ha fornito il proprio lavoro volontario nei centri di accoglienza del Comune di San Ginesio per l’animazione di queste persone, importante sia come servizio che come supporto psicologico.

Nelle prime fasi dell’emergenza, quando ancora non era giunta sul posto nemmeno la protezione civile, attraverso la sviluppata rete di relazioni messe in piedi negli anni, i titolari riuscivano a reperire pane, generi alimentari e coperte. Allo stesso tempo, lanciando un sos per la raccolta di alimenti per gli animali, l’azienda  ha svolto la funzione di stoccaggio e smistamento delle numerosissime offerte giunte per sopperire a questa carenza, fornendo un servizio agli  agricoltori del posto.

 

Passata la prima fase dell’immediata emergenza, si è posto il problema delle scelte per il futuro.

Pensando sempre ad una  prospettiva di vita in questi luoghi, ci si è subito resi conto che tale possibilità è strettamente legata a quella della comunità stessa, proprio in virtù del carattere sociale del proprio lavoro.

Allo stesso modo, la comunità ha compreso che le possibilità di permanenza in quel territorio non possono prescindere dalla presenza di realtà come quelle della Quercia della Memoria.

Infatti, nelle settimane successive alla  potente scossa di terremoto del 30 ottobre , dopo che la distruzione aveva raggiunto il suo massimo livello, genitori, volontari e comune si sono adoperati per sostenere il veloce ripristino del servizio di agrinido e scuola in fattoria, una delle principali attività  dell’azienda.

Nel contempo, gli appelli lanciati attraverso la rete di relazioni che la Quercia della Memoria è riuscita a crearsi negli anni, hanno mobilitato una forte solidarietà permettendo di reperire risorse finanziarie per la ripresa nell’immediato.

Così, il 27 novembre, potevano essere ospitati nuovamente i bambini nell’agrinido ricavato negli  limitatissimi spazi agibili definiti “di transizione”.

Tale definizione prendeva spunto dal fatto che, nel frattempo, in quello che era prima l’orto didattico, si progettava la realizzazione di una tenda yurta kazaka in grado di  assicurare una  migliore gestione dell’agrinido e il proseguimento delle altre principali attività interrotte dal sisma.

Il 6 gennaio 2017 veniva quindi inaugurata la tenda yurta che permetteva il miglioramento, e l’allargamento ai bambini fino a 6 anni, dell’Agrinido, rafforzando  un  servizio alle  famiglie ancor più fondamentale nella situazione di disagio creatasi con il terremoto.

La nuova struttura ricostituiva, anche se in forma nuova e adattata alla difficile situazione ambientale, il centro di aggregazione dell’azienda multifunzionale, ridando un tetto a ciò che , nonostante il terremoto, era rimasto ben saldo: il bisogno di ricreare la comunità e la volontà di riaggregarsi.

Istanze che l’azienda ha saputo cogliere e soddisfare organizzando iniziative, gratuitamente, proprio con l’intento di ricostruire la rete di relazioni  scompaginata dal sisma.

Con il tempo, quindi, l’inusitato spazio abitativo di una tenda circolare, estraneo alle forme del nostro abitare ma perfettamente integrato all’interno dell’esigenza di nuove possibilità di permanenza nei propri luoghi, invece che essere percepita come soluzione provvisoria, ha  conferito un’identità  particolare alla serie delle iniziative successive : “dal campo alla Yurta”,  “Yurta Letteraria”, “Luglio nella Yurta” etc.

Questo, che potrebbe sembrare un elemento secondario, appare invece come l’importante capacità di accogliere le novità adattandole alle  necessità del momento, e, quindi, una qualità molto utile ai fini della resilienza della comunità stessa.

 

 

 

 

La volontà di continuare il proprio percorso ha portato l’azienda a partecipare ai bandi PSR con la misura 16.1  grazie alla quale ora collabora in Gruppi Operativi PEI che realizzeranno progetti di innovazione sociale in ambito agricolo e rurale, con particolare riferimento ai modelli educativi per la prima infanzia, e di inclusione sociale degli anziani.

I contatti con l’esterno si sono concretizzati con attività di formazione in altre realtà regionali, dove è stata portata la propria esperienza, e con l’organizzazione di numerosi incontri nella yurta sui temi dell’agricoltura sociale,  anche in relazione alle problematiche sorte con il terremoto.

 

Il contesto nel quale si muove La Quercia della Memoria è emblematico di quei territori posti a confine con le aree marginali e montane delle Marche.

Il cammino che l’azienda intende continuare va nella direzione di un sempre maggior coinvolgimento dei diversi componenti della comunità, considerati come risorse sia materiali che immateriali.

Uno dei grandi meriti dell’attività svolta fino ad oggi è stata proprio quella di mobilizzare queste risorse facendo diventare l’azienda multifunzionale punto di incrocio tra natura, bambini, anziani, storia e cultura locali, relazioni, esigenze sociali e istanze ambientali. Una realtà in divenire che trasformando se stessa ha modificato anche il   contesto umano del territorio.

In tal senso, come afferma Federica, la titolare, si può parlare di “laboratorio” poiché gli elementi che entrano, quali persone, esigenze e aspettative, trovano una risposta nella capacità dell’azienda di elaborare una sintesi con gli elementi naturali e culturali del territorio, di definire modelli originali, di facilitare incontri tra mondi diversi.

Tuttavia, come premesso nell’introduzione, tutto il bello che ci troviamo dentro, passa attraverso l’attività di un’azienda, di un’ impresa.

E allora, se le aziende di questo tipo hanno il merito di essere dei “moltiplicatori” sul territorio capaci di  mobilizzare , in un contesto così  difficile, ricchezza economica e sociale, è sempre più necessario  che , nei  contesti istituzionali preposti,  si intraprendano politiche adeguate per incoraggiarle.

Perché il difficile sviluppo, delle zone interne, oltre che terremotate, dipende non solo dalla  capacità di saper resistere e di reinventarsi un futuro al quale lavorare, come sta facendo l’azienda coinvolgendo la comunità, ma anche da chi ha il dovere di sostenere e accompagnare i risultati di questo complesso e duro lavoro.

 

(Testimonianza raccolta da Sandro Buatti)

AL VIA IL CONCORSO “COLTIVIAMO AGRICOLTURA SOCIALE” 2017

Confagricoltura e Onlus Senior – L’Età della Saggezza arricchiscono la dotazione finanziaria del concorso “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, giunto alla seconda edizione, e svolto ancora una volta in collaborazione con Rete delle Fattorie Sociali e Intesa Sanpaolo. I premi ai migliori progetti – che andranno presentati da imprenditori agricoli singoli o associati e cooperative sociali, anche attraverso partenariati con altre associazioni – da uno sono passati a tre (ognuno da 40 mila euro per un totale di 120 mila euro in palio).

 

L’obiettivo è quello di incentivare l’agricoltura sociale per favorire e accompagnare lo sviluppo di attività imprenditoriali  in grado di coniugare sostenibilità e innovazione. Si vogliono affiancare  gli imprenditori e le cooperative agricole e sociali  per sviluppare le potenzialità dell’agricoltura nell’ambito sociale, con un occhio attento alle zone del sisma. L’agricoltura ha bisogno di imprenditori sempre più specializzati e preparati, per questo oltre al premio in denaro, saranno destinate ai vincitori tre borse di studio per partecipare al ‘Master di Agricoltura Sociale’ presso l’Università di Roma Tor Vergata.

 

I progetti che concorrono al premio “Coltiviamo Agricoltura Sociale”– che possono essere presentati sino al 15 ottobre 2017 – dovranno distinguersi per il carattere innovativo, per la capacità di rispondere a una criticità ben identificata del territorio, nonché per metodi di valutazione e di comunicazione appropriati. Dovranno riguardare i minori e i giovani in situazione di disagio sociale, gli anziani, i disabili e gli immigrati che godono dello stato di rifugiato e richiedenti asilo.

 

Sono tre le aree in cui si potranno sviluppare le proposte: potenziamento e sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti e sperimentazione di nuovi, costruzione di reti e partenariati tra i diversi attori territoriali. Molteplici gli ambiti, che spaziano dall’inserimento di persone con disabilità, all’educazione ambientale e alimentare, fino alla salvaguardia della biodiversità.

 

Uno dei tre progetti premiati riguarderà esclusivamente le zone terremotate. Infatti per la sezione “Coltiviamo agricoltura sociale… per ricostruire” un’attenzione particolare sarà rivolta a coloro che, a causa del sisma, hanno perso la loro occupazione. L’agricoltura anche quella sociale può essere una valida risposta a tante esigenze  senza trascurare l’aspetto reddituale d’impresa.

 

I progetti presentati verranno direttamente inseriti dagli interessati sulla piattaforma Internet dedicata www.coltiviamoagricolturasociale.it; saranno quindi votati dal pubblico attraverso il web. Le trenta proposte che avranno raccolto il maggior gradimento passeranno al vaglio di una commissione di esperti per la selezione definitiva. I tre progetti vincitori dovranno essere realizzati entro ottobre 2018.

 

L’importo dei premi di 40 mila Euro ciascuno, sarà erogato in tre tranche, buona parte sarà messa a disposizione subito per consentire alle iniziative una rapida operatività.

Il Bando è scaricabile qui

La questione Food in Agenda 2030: un approccio territoriale

Nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2017, promosso da ASviS (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile), il 30 maggio 2017, si svolgerà a Firenze, presso Palazzo Vecchio, Sala d’Arme, il Convegno su “La questione Food in Agenda 2030: un approccio territoriale“, organizzato da Fondazione “Simone Cesaretti” e AIQUAV (Associazione Italiana per gli Studi sulla Qualità della Vita).

Nel corso dei lavori è prevista una sessione dedicata all’Agricoltura Sociale, alla quale prenderanno parte Marco Berardo Di Stefano, Presidente della Rete Fattorie Sociali, e Pina Romano, dirigente di Confagricoltura.

Scarica qui il programma

NUOVO VIAGGIO STUDIO IN EUROPA

E’ previsto per l’ultima decade di settembre il Viaggio Studio nelle fattorie sociali dei diversi Paesi europei. Questa volta si visiteranno le strutture in Francia e in Spagna.
Possono partecipare gratuitamente i dipendenti con busta paga.
Le adesioni dovranno pervenire entro il 20 Aprile al seguente indirizzo: info@fattoriesociali.it
In caso di adesioni superiori ai posti disponibili, sarà tenuta in considerazione la data di arrivo della mail.

 

Convegno a Nuoro della Rete Fainas

La Rete Fainas (FAre INsieme Agricoltura Sociale) organizza a Nuoro, venerdì 21 aprile 2017, il Convegno “L’Agricoltura Sociale, un’opportunità per le imprese, le comunità e il territorio”.

L’iniziativa sarà conclusa da Luigi B. Arru, Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale della Regione Sardegna, e da Pierluigi Caria, Assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale della Regione Sardegna.

Partecipa, tra gli altri, il Presidente della Rete Fattorie Sociali, Marco Berardo Di Stefano.

Scarica la locandina qui

Il Presidente della Rete Fattorie Sociali a TV 2000

Le fattorie sociali e la loro importanza per il reinserimento di persone fragili nel mondo del lavoro.

Ospiti in studio: Marco Berardo Di Stefano (presidente nazionale Rete Fattorie Sociali); Roberto Brioschi (Rete dei Semi Rurali); Catia Varuzza (ass. “Il custode dei sogni – Onlus”); Carla Capriotti (comunità terapeutica “Casa Ama”).

Per vedere il servizio clicca qui

 

Un nuovo libro sull’agricoltura sociale

Assunta di Matteo e Telemaco Traverso hanno pubblicato per i tipi di Andrea Pacilli Editore il volume “Cura e benessere con l’agricoltura”.

Si tratta di uno studio, che si legge con facilità, sulle pratiche di agricoltura sociale che vedono al centro persone con disagio psichico e sociale. Un manuale per chiunque voglia prendersi cura di sé e del prossimo, per gli operatori dell’agricoltura sociale, per gli operatori dei servizi sociali e socio-sanitari e delle scuole, per gli amministratori pubblici.

Scarica la scheda qui.